Il limaccioso fondale del ricordo
Sul Pozzo, piccoli semi
di giardino crescente
ci siamo sfiorati, incontrati e
per crescere, lasciati
in questa storia di Paese:
ora, come aspro roseto
o come fiore di campo
...ed erbe infestanti
disseccate nel tempo
Ho visto i sorrisi, distorti,
in versi di inconsolabili zombies
cercanti la gravida morte
con cucchiaini riscaldati di solitudine
S'è svuotata la piazza
il grido, sordo,
ha rapito il vocio dei bimbi
ed ora, il pozzetto
è solo,
nei ricordi che cela
nel suo limaccioso fondale
lunedì 17 febbraio 2014
giovedì 27 giugno 2013
IL TARASSACO
Volano, i tuoi piccoli semi
a fecondar la terra
per rinascere, al vento
denigrato, come "piscialletto"
Giallo, come il sole del mattino
imbianchi, nella tua vecchiaia
facendoti bello
Così, ti lasci andare
tra minuscole
candide, piume
rapite, alla tua semplice vita
di fiore di campo
nel ciclo
dell'esistenza
ove resti, sconosciuto
fra i maestosi fiori
coronati di gloria
Volano, i tuoi piccoli semi
a fecondar la terra
per rinascere, al vento
denigrato, come "piscialletto"
Giallo, come il sole del mattino
imbianchi, nella tua vecchiaia
facendoti bello
Così, ti lasci andare
tra minuscole
candide, piume
rapite, alla tua semplice vita
di fiore di campo
nel ciclo
dell'esistenza
ove resti, sconosciuto
fra i maestosi fiori
coronati di gloria
martedì 4 settembre 2012
Vorrei, la lentezza necessaria
per osservare il batter d'ali d'una farfalla...
quella necessaria
per osservare, le gocce di pioggia, che s'infrangono
in schiuma, sulla riva del mare...
per osservare la lacrima che si stacca
dal volto dell'uomo, per felice o sofferente...
Vorrei la lentezza, necessaria
per osservare l'espressione di un bambino
per osservare il batter d'ali d'una farfalla...
quella necessaria
per osservare, le gocce di pioggia, che s'infrangono
in schiuma, sulla riva del mare...
per osservare la lacrima che si stacca
dal volto dell'uomo, per felice o sofferente...
Vorrei la lentezza, necessaria
per osservare l'espressione di un bambino
la sua meraviglia, dinanzi all'ignoto...
Vorrei la lentezza necessaria
per osservare il vagito di gioia
dell'infante che nasce alla vita
e quella lentezza, necessaria
per osservare la sofferenza dell'uomo
che lascia la vita
Vorrei la lentezza
per sfuggire alla fretta di ogni giorno
e a tutto ciò che scorre
senza lasciare traccia, nella mia memoria
e nel mio sentimento.
Vorrei la lentezza necessaria
per osservare il vagito di gioia
dell'infante che nasce alla vita
e quella lentezza, necessaria
per osservare la sofferenza dell'uomo
che lascia la vita
Vorrei la lentezza
per sfuggire alla fretta di ogni giorno
e a tutto ciò che scorre
senza lasciare traccia, nella mia memoria
e nel mio sentimento.
mercoledì 23 maggio 2012
Temporale di primavera
Disteso, su questa nuda terra,
ho lasciato, che la luce del cielo
come lama sul cuore
entrasse, dalla fessura degli occhi.
Sentivo, allora più giovane di adesso
"...il fresco profumo della libertà
che si opponeva al puzzo del compromesso morale,
della indifferenza, della contiguità, quindi, complicità..."
Un tuono, forte, chiaro, possente
come temporale di primavera
fece trasalire in me l'idea che...
tutto stava finendo!
Aprì gli occhi e non vidi più l'azzurro del cielo,
in piedi, notai, la scure nube e
pioggia di sangue e fango
cadde dall'alto.
Il suolo dello Stato... lo stato, ...lo stato,
si apriva ad inghiottire quei corpi
ma, dalle mani del mostro, sfuggiva la sabbia
e la polvere delle idee, si disperdeva nell'aria.
Alzò le braccia al cielo di dolore
la gente piangente, ma,
stringendo i pugni di rabbia, la polvere delle idee
riprese a camminare, sulle gambe di chi restava.
Così iniziò una marcia funebre
che si trasformò in folla
eppoi in generazioni:
...di amore e rispetto.
Fu un temporale di primavera,
a lasciarci soli;
ma depositata la polvere delle idee
restò per sempre il sole, a riscaldare il cuore.
lunedì 23 aprile 2012
Grazie Angela Fontana...
Mi hai fatto un bel dono, nell'offrirmi, un ricordo.
Sfuma, la memoria di chi è stato
in colori, espressioni, profumi che
variamente, evanescenti si diperdono, verso il cielo
Forse, lassù, riposano davvero le anime dei morti?
Chissà...
Ho provato a pensarci tante volte,
da quando ero piccino ad ora
che il "mio" piccino, lo chiede a me
Non ho una risposta,
se non l'idea che l'Amore
supera il confine del tempo
Così, ora per allora
ho come l'impressione che questo sorriso
resta, lassù nel cielo
contemplato, ancora
dall'Amore di mia mamma che,
come allora
non perde occasione di prendersi cura
di chi ha amato, amando.
sabato 21 aprile 2012
Ruffiani, arruffianamenti e ruffianaggi.
S'i fossi stato il Sommo, te l'avrei messi in un cerchio magico,
sì, che girando tutt'attorno,
frenassi, in bilico, le coscienze loro
e precipitassi giù, oltre all'infermo
ove tutte l'anime de morti
potesser lor
cacargli in capo!
giovedì 5 aprile 2012
Buona Pasqua 2012...
...siamo arrivati qui.
Lo scrivo agli amici, colleghi, conoscenti, che, in un modo o nell'altro ho modo di incontrare, spesso, virtualmente.
Ormai, del resto, la virtù ha un senso di antico, anzi, di vecchio.
Oggi, molto è virtuale.
Si diviene presto "amici" ed in fretta, c'è sempre un "mi piace" da assegnare a qualcuno o riceverne altri...uauh!
Beh, non ci sono neppure più gli auguri con i bigliettini di una volta: quelli con le immagini sacre o con immagini profane, ma pur sempre immagini e firme e pensieri che ti facevano sentire, per un attimo, importante...si è ricordato di me.
Oggi, è più facile: c'è la posta elettronica e c'è facebook.
Clik ed in un attimo mandi via un sacco di auguri e di tutti i tipi...talvolta non sai neppure a chi li hai mandati: magari anche all'agenzia delle entrate che ti aveva fatto il culo e che avevi tra gli indirizzi virtuali: ma che importa.
Beh, io, con fatica, porto avanti un'abitudine meno virtuale e più reale, che è quella di proporre alcune riflessioni: lo faccio da tantissimi anni.
A volte mi domando perché lo faccio: perché ho bisogno di lasciare nella mia storia di piccolo uomo, il mio piccolo pensiero; perché credo che se ogni piccolo uomo manifestasse il suo piccolo sentimento, il sentimento globale sarebbe meno virtuale e più virtuoso...ma anche questa parola è antica, anzi, vecchia.
Pochi giorni fa ero in Africa e li ho constatato la miseria, quella vera, quella che ti sfiora la pelle e che ti fa venire la pelle d'oca, mentre tu tracanni una mezzo litro d'acqua fresca e dei disgraziati che debbono arrivare alla fine del mese, ne condividono anche le gocce: qualcosa non va in questo stato di cose.
Pochi giorni fa ho sentito dire che nel nord est italiano, quello florido dei cazzuti lavoratori del nords, già cinquanta imprenditori si sono fatti fuori: anziché lottare per la loro vita ed i loro diritti di imprenditori, il loro aver dato da mangiare a tanti operai, hanno detto STOP.
Ieri o l'altro ieri, quelli della "Roma Ladrona" hanno istituzionalizzato l'Università degli Studi per rubare al meglio al popolo che ce l'aveva duro o che probabilmente, era proprio durro (come si direbbe nella mia Toscana).
Anche queste cose non dovrebbero accadere: qualcosa non va.
Tra pochi giorni, invece, è Pasqua...Pasqua? il Papa è preoccupato perché si è reso conto che c'è qualche problema all'interno della Chiesa: dice che c'è un po' di crisi. Penso a Manuela Orlandi e quello che non si è fatto e non si fa per una cosa del genere, figuriamoci per il resto...c'è un po' di crisi: appena appena.
Ma io sono credente e credo nella Chiesa: quella che voleva Gesù, intendo.
Allora passo a quei giorni che arriveranno e all'immagine di Gesù Cristo
Non lo trovo così diverso da quei poveri cristi (appunto) che ho visto in Africa e pensando a lui, non trovo così diversa la malvagità di chi ha umiliato quel corpo, derubando la mpovera gente per vantaggi personali costituiti da sacche di denaro, residenze all'estero, lauree inesistenti.
Beh, tra qualche giorno sarà Pasqua e si ricorderà la resurrezione di Gesù Cristo, perché la miseria umana è grande e tanvolta è talmente profonda che da sola, riesce a dimostrare il suo essere niente.
Però, la grandezza di un uomo può essere davvero imponente, quando spogliato di tutto ciò che non gli appartiene, risorge, dalla miseria, quel valore comune a tutte le persone che hanno una coscienza e che si chiama dignità.
Credo che siano molte le persone che credono nella Pasqua, in fondo e non tutte vanno in Chiesa ma, piuttosto, fanno della loro casa, del loro niente, la loro umanità speciale.
Per questo so che a Pasqua Gesù Cristo risorgerà e con lui tutti coloro i quali, nonostante tutto, ma per la loro dignità umana, sapranno far rotolare via la pietra dal sepolcro.
Auguro a tutti di provare a rispolverare la vecchia virtù, così da comprenderne il valore storico e quindi quell'antichità che dura nel tempo.
Tanti auguri e come dicevano con semplicità, i frati d'un tempo, comunque la pensiate e a chiunque crediate: Pace e Bene!
Lo scrivo agli amici, colleghi, conoscenti, che, in un modo o nell'altro ho modo di incontrare, spesso, virtualmente.
Ormai, del resto, la virtù ha un senso di antico, anzi, di vecchio.
Oggi, molto è virtuale.
Si diviene presto "amici" ed in fretta, c'è sempre un "mi piace" da assegnare a qualcuno o riceverne altri...uauh!
Beh, non ci sono neppure più gli auguri con i bigliettini di una volta: quelli con le immagini sacre o con immagini profane, ma pur sempre immagini e firme e pensieri che ti facevano sentire, per un attimo, importante...si è ricordato di me.
Oggi, è più facile: c'è la posta elettronica e c'è facebook.
Clik ed in un attimo mandi via un sacco di auguri e di tutti i tipi...talvolta non sai neppure a chi li hai mandati: magari anche all'agenzia delle entrate che ti aveva fatto il culo e che avevi tra gli indirizzi virtuali: ma che importa.
Beh, io, con fatica, porto avanti un'abitudine meno virtuale e più reale, che è quella di proporre alcune riflessioni: lo faccio da tantissimi anni.
A volte mi domando perché lo faccio: perché ho bisogno di lasciare nella mia storia di piccolo uomo, il mio piccolo pensiero; perché credo che se ogni piccolo uomo manifestasse il suo piccolo sentimento, il sentimento globale sarebbe meno virtuale e più virtuoso...ma anche questa parola è antica, anzi, vecchia.
Pochi giorni fa ero in Africa e li ho constatato la miseria, quella vera, quella che ti sfiora la pelle e che ti fa venire la pelle d'oca, mentre tu tracanni una mezzo litro d'acqua fresca e dei disgraziati che debbono arrivare alla fine del mese, ne condividono anche le gocce: qualcosa non va in questo stato di cose.
Pochi giorni fa ho sentito dire che nel nord est italiano, quello florido dei cazzuti lavoratori del nords, già cinquanta imprenditori si sono fatti fuori: anziché lottare per la loro vita ed i loro diritti di imprenditori, il loro aver dato da mangiare a tanti operai, hanno detto STOP.
Ieri o l'altro ieri, quelli della "Roma Ladrona" hanno istituzionalizzato l'Università degli Studi per rubare al meglio al popolo che ce l'aveva duro o che probabilmente, era proprio durro (come si direbbe nella mia Toscana).
Anche queste cose non dovrebbero accadere: qualcosa non va.
Tra pochi giorni, invece, è Pasqua...Pasqua? il Papa è preoccupato perché si è reso conto che c'è qualche problema all'interno della Chiesa: dice che c'è un po' di crisi. Penso a Manuela Orlandi e quello che non si è fatto e non si fa per una cosa del genere, figuriamoci per il resto...c'è un po' di crisi: appena appena.
Ma io sono credente e credo nella Chiesa: quella che voleva Gesù, intendo.
Allora passo a quei giorni che arriveranno e all'immagine di Gesù Cristo
Non lo trovo così diverso da quei poveri cristi (appunto) che ho visto in Africa e pensando a lui, non trovo così diversa la malvagità di chi ha umiliato quel corpo, derubando la mpovera gente per vantaggi personali costituiti da sacche di denaro, residenze all'estero, lauree inesistenti.
Beh, tra qualche giorno sarà Pasqua e si ricorderà la resurrezione di Gesù Cristo, perché la miseria umana è grande e tanvolta è talmente profonda che da sola, riesce a dimostrare il suo essere niente.
Però, la grandezza di un uomo può essere davvero imponente, quando spogliato di tutto ciò che non gli appartiene, risorge, dalla miseria, quel valore comune a tutte le persone che hanno una coscienza e che si chiama dignità.
Credo che siano molte le persone che credono nella Pasqua, in fondo e non tutte vanno in Chiesa ma, piuttosto, fanno della loro casa, del loro niente, la loro umanità speciale.
Per questo so che a Pasqua Gesù Cristo risorgerà e con lui tutti coloro i quali, nonostante tutto, ma per la loro dignità umana, sapranno far rotolare via la pietra dal sepolcro.
Auguro a tutti di provare a rispolverare la vecchia virtù, così da comprenderne il valore storico e quindi quell'antichità che dura nel tempo.
Tanti auguri e come dicevano con semplicità, i frati d'un tempo, comunque la pensiate e a chiunque crediate: Pace e Bene!
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