sabato 3 aprile 2010

IL BENE ED IL MALE

Si accese una grande luce nel cielo e la notte scomparve; si liberò nell'aria una melodia ed una voce s'introdusse tra i suoni infiniti:
1^ voce: E' giunto forse il momento di parlare agli uomini e dir loro ogni verità: da sempre hai taciuto ed ora devi parlare!
2^ voce: Ora devo parlare...e perché dovrei. Da sempre ho taciuto e sempre ho voluto tacere.
1^ voce: Hai taciuto. Certo, questo hai fatto. Ed intanto loro pensano a darsi risposte che tu non vuoi dare; tutto ciò è assurdo. semplicemente assurdo. Perché non vuoi parlare e dire loro chi sono e perché vivono e quale sarà il loro fine ultimo?...
2^ voce: Perché dovrei? Forse per accontentare la tua voglia di rivincita! Non lo farò, ma non perché non voglio gareggiare con te: perché io li amo!
1^ voce: Tu li ami? Ma non farmi ridere! E' qual'è la dimensione del tuo amore? è forse il dolore che gli offri? è forse la difficoltà che poni di fronte loro, ogni giorno che passa? è forse il tormento nel quale li culli? è forse la malattia, che lacera le loro membra? è...
La dolce aria cessò di farsi sentire, la luce s'attenuò ed un tuono cupo calò sulla terra.
2^ voce: Basta, io dico! Basta! Non parlare più e non schiacciare mai più il tuo piede sul mio cuore!
1^ voce: Il cuore...ah, ah, ah! Ma cos'è questo cuore? Non vuoi sentire le mie parole! Cos'è...forse temi la verità che esce dalla mia bocca?
2^ voce: Se la tua bocca fosse una sorgente d'acqua limpida, ne sgorgherebbe veleno: veleno che avvelena la terra!
1^ voce: Certo! io avveleno i tuoi piccoli, insignificanti uomini, con i miei allettanti desideri. Ma tu, tu non godi forse dei loro peccati? Tu forse non trovi piacere quando tornano a te, dopo essere passati per i miei piaceri? Non sono forse io la tua consolazione? non sono forse io che li conduco per sentieri scoscesi, verso la morte eterna? Ed è per questo che esisti! Per non farli cadere nel fuoco! Quindi esisti perché io esisto, non credi? Quale sarebbe il senso della tua esistenza se loro non esistessero e quale sarebbe il senso della tua presenza se loro non ti cercassero per essere da te perdonati, da te accolti?...
2^ voce: Tu mi fai soffrire. Non sei tu, piuttosto ad esistere, solo perché io lo permetto? Basterebbe un mio solo soffio e tutto il tuo fuoco, si dissolverebbe in cenere e, niente di te resterebbe.
1^ voce: Ma allora loro , loro non peccherebbero più, non credi? e tu cosa faresti?
Sibilò un vento impetuoso e la polvere si alzò avviluppando la terra.
2^ voce: Tutto tornerebbe come un tempo, quando io creai il mondo e tu ancora non esistevi...
1^ voce: Eh sì, tu non sapevi proprio che fare tutto da solo e cominciasti a giocare con i tuoi poteri. Inventasti nuove creature che ti tenessero compagnia. Ma ognuna di loro, per quanto bella, era in fondo così monotona, così immodificabile: incapace di pensare, incapace di scegliere.
2^ voce: Non era noia, era amore!
1^ voce: Sì, amore! dici sempre così! Ma quale amore? Tu non sapevi che fare, tutto solo. Ti annoiavi, ammettilo.
2^ voce: Annoiarmi? Vuoi che ti risponda così? Certo, mi annoiavo tremendamente! Quando si ama, non si desidera altro che creare, quello è il solo scopo dell'esistenza: creare!
1^ voce: Creare sì, ma per essere adorati! e poi finalmente ci sei riuscito. Hai fatto uno che ti assomigliava; non era uguale a te, era molto inferiore e così non poteva non chiederti aiuto! e ti sei fatto chiamare Dio!
2^ voce: A mia immagine e somiglianza, feci l'uomo! per farlo godere di me!
1^ voce: Godere di te! Ma fammi il piacere! Godeva così tanto di te che, anche lui si sentiva solo e tu che potevi inventare tutto, gl'inventasti una compagna...
La polvere stava ridepositandosi pian piano sul terreno e si tornavano a distinguere le forme terrestri.
2^ voce: Te l'ho già detto: chi ama è creativo. In lui c'era la mia somiglianza, l'amore e quindi, la voglia di creare, di procreare.
1^ voce: E lei arrivò, puntuale. Guarda caso da quel giorno iniziarono per l'uomo i problemi.
2^ voce: I problemi sono venuti col tuo arrivo!
1^ voce: Col mio arrivo? E da dove sono arrivato, io? Non son forse anche io una tua invenzione, un tuo capriccio?
2^ voce: Io non ti ho creato! Tu hai scelto di essere creato, così hai voluto!
1^voce: Certo, certo... io l'ho voluto. L'ho voluto per essere io Dio: l'altro Dio. Perché avresti dovuto esistere da solo? Io dovevo essere presente e controllarti e contrastarti... io sono il male ed il male è distruzione!
2^voce: Certo, distruzione! E avresti distrutto anche l'uomo se io...
1^voce: Se tu? se tu non mi avessi fermato? o meglio, se non mi avessi fermato un pochino. In fondo mi hai lasciato fare. Ho fatto quello che a te interessava. L'uomo e la donna stavano bene nel giardino dell'Eden. Stavano talmente bene che si erano dimenticati persino che tu esistevi e tu li avevi creati! Che sconsiderati, che irriverenti, ingrati! Ma per fortuna sono arrivato io e gli ho ricordato che c'eri tu!
2^voce Non si erano dimenticati di me! L'uomo non potrà mai dimenticare l'amore!
1^voce: Amore, amore, ma non sai proprio parlare d'altro! Ma che amore! Appena hanno conosciuto che sarebbero potuti diventare loro Dio, hai visto come hanno fatto in fretta a disubbidire al tuo ordine?
2^voce: Ordine, quale ordine? Io non diedi nessun ordine! Posi delle condizioni, condizioni da scegliere, ricordalo! E loro scelsero la condizione che li fece sentire nudi, soli, scoperti, senza il loro padre. E la loro nudità li rese aggressivi, timorosi l'uno dell'altra, minacciosi l'uno con l'altra. E da quel gesto iniziò ogni male! E subito si accusarono reciprocamente! Intanto tu strisciavi sotto i loro piedi...
1^voce: Strisciavo sotto i loro piedi! Certo. Così vollero e così è stato. E da quel giorno li ho sempre seguiti lungo il loro interminabile cammino, consigliandoli...
2^ voce: Consigliandoli! No! tu non dai consigli, proponi obblighi dai quali è difficile districarsi. Io lascio libera scelta. Scelta di decidere secondo coscienza.
1^voce: Sì, secondo coscienza...coscienza. Ma cosa vuol dire coscienza?
2^voce: E' la prima volta che mi poni una domanda come tale e non come provocazione, sai...
1^voce: E' vero...coscienza...
2^voce: La coscienza è la conoscenza di ciò che è male e ciò che è bene. Tu sei il male e conosci solo il male, quindi, non puoi avere coscienza...
1^voce: Beh, allora tu sei il bene e conosci solo il bene! come fai a sapere cos'è la coscienza?
2^voce: No! Il bene, conosce tutto, il male soltanto il male. Per essere buono devo conoscere ciò che non è buono ed evitarlo; per essere cattivo, devo fare il male ed il male, posso farlo pur non conoscendo il bene. Quindi, chi è cattivo non ha più coscienza!
1^voce: Allora, io non avrei una cosa che tu hai?
2^voce: No! Tu, rispetto a quello che ho io manchi solo di quella! tutto il resto è conseguenza di questo fatto.
1^voce: No, no, non capisco. Quando creasti l'uomo e la donna, si dice che solo dopo il peccato conobbero la conoscenza del bene e del male. Allora, grazie a me hanno avuto la coscienza che prima non avevano?
2^voce: Certamente! Prima del tuo malefico intervento l'uomo e la donna vivevano nel mondo ideale! Potrei dire che vivevano di me, del mio amore, della mia conoscenza. Ma il tuo intervento, suscitò nei miei figli la curiosità, che poi diventò esigenza, di conoscere direttamente quello che io conoscevo: ottenere anch'essi una loro coscienza.
1^voce: E così peccarono!
2^voce: Così peccarono! Vollero diventare Dio! Ed io, come Dio che li amava, non potevo obbligarli ad amarmi, ma gli donai la libertà di scegliere, secondo la loro coscienza.
1^voce: Ma siccome eri un po' nervosetto li maledicesti per l'eternità: lavoro e dolore!
2^voce: La mia non fu, come dici tu una maledizione! Fu una benedizione! Solo nel fuoco, un umile pezzo di ferro diviene acciaio! Solo nel dolore, l'uomo avrebbe potuto tornare al padre! Solo il dolore è capace di fare pensare, di fare riflettere, di ascoltare la propria coscienza.
1^voce: Ah, di questo ne sono certo anche io! Infatti, grazie alle mie piacevoli meraviglie riesco ad attirare l'uomo a me e ad evitare che questi pensi a te.
2^voce: Giusto. L'uomo è sempre più distratto, sempre più preso da cose altre. Ma sempre attento a venerare un dio, a cercare un nome da dargli, ad eleggerlo deo, migliore degli altri dei... L'Agnello d'Oro...
1^voce: sì, sì, dici bene: l'Agnello d'Oro! L'uomo, il tuo uomo, quello che tu hai creato a tua immagine e somiglianza aveva talmente fiducia in te da doversi costruire un Agnello d'Oro in assenza di te...
2^voce: ...doversi costruire? Deve costruirsi: sempre e comunque. Lo fa tutt'ora, lo fa tutt'oggi. Non solo quando l'uomo si rende disponibile a cercare altri dei all'infuori di me: il gioco, il sesso, la droga, la magia... Non solo quando si sforza di credere che non esisto e cerca ogni congettura scientifica per dimostrarlo. Ma l'Agnello d'Oro, soprattutto, è eretto proprio là dove nessuno osa pensare possa essere eretto: nella mia chiesa.
1^voce: Nella tua chiesa?
2^voce: certo. Lì dove tu non hai accesso, ma dove lo spirito immondo che liberi ed entra nel cuore dell'uomo, può trovare dimora. E così le miei chiese diventano un simulacro di fede, dove le preghiere sono confuse con le arti magiche, dove i simboli sacri sono confusi con dei banali feticci, dove la gente dichiara di amarsi, predisponendosi a rubare un posto a sedere nella panca per seguire la funzione.
1^voce: Non ti seguo più, ti sto perdendo, mi stai sfuggendo...
2^voce: No, “buon” diavolo. Tu stai perdendo l'uomo, come io da tempo l'ho perso, giacché l'uomo vive del tuo odio e con il tuo odio alimenta la sua giornata, mentre con la religione pagana, espia il proprio senso di colpa originale. Ma tra me e te c'è l'abisso e cioè, l'amore. E così mentre l'uomo ci perde entrambi, io che l'amo, continuo a seguirlo col mio rispetto sguardo d'amore. Mentre l'uomo fugge, da te e da me, da ogni costrizione, da ogni limite, creandosene di più grandi, io mi pongo dinanzi: io apro il mare che sommerge la propria coscienza, sì che l'uomo possa passarvi in mezzo, quando l'odio che incombe resti sommerso dalle acque richiuse su di lui.
1^voce: e...e quindi?
2^voce: e quindi hai perso! Hai perso nel momento in cui l'uomo ha deciso di affidarsi a me, senza la necessità di fuggire da te, senza che vi sia per lui il bisogno di costruirsi un Agnello d'Oro da adorare, dimenticando l'Amore che permane nel suo cuore.