mercoledì 23 maggio 2012

Temporale di primavera

Disteso, su questa nuda terra, ho lasciato, che la luce del cielo come lama sul cuore entrasse, dalla fessura degli occhi. Sentivo, allora più giovane di adesso "...il fresco profumo della libertà che si opponeva al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità, quindi, complicità..." Un tuono, forte, chiaro, possente come temporale di primavera fece trasalire in me l'idea che... tutto stava finendo! Aprì gli occhi e non vidi più l'azzurro del cielo, in piedi, notai, la scure nube e pioggia di sangue e fango cadde dall'alto. Il suolo dello Stato... lo stato, ...lo stato, si apriva ad inghiottire quei corpi ma, dalle mani del mostro, sfuggiva la sabbia e la polvere delle idee, si disperdeva nell'aria. Alzò le braccia al cielo di dolore la gente piangente, ma, stringendo i pugni di rabbia, la polvere delle idee riprese a camminare, sulle gambe di chi restava. Così iniziò una marcia funebre che si trasformò in folla eppoi in generazioni: ...di amore e rispetto. Fu un temporale di primavera, a lasciarci soli; ma depositata la polvere delle idee restò per sempre il sole, a riscaldare il cuore.