lunedì 22 marzo 2010

Cronofobo ed la città di Edonitiche

Nella città di Edonitiche tutti erano felici, giacché tutti erano capaci di inventarsi la felicità: ciò che contava era avere l'opportunità di ottenere favori.
Così ve n'erano alcuni che elargivano favori, ma per quei favori, ne ottenevano di più grandi. E così, via, via, sempre di più, gli edonitici vivevano di questa capacità di adattarsi, così come il topo alla tana, così come la mosca all'escremento: ma tutti felici di quello che la loro fantasia riusciva a costruire per il loro piacere.
Beh, non era stato sempre così ed anzi, molto tempo prima, ci fu una grande guerra che sconvolse gli equilibri di Edonitiche. Così che ci fu un edonitico che decise di fare il Capo e siccome gli edonitici avevano bisogno di un Capo che gli indicasse quando era il momento di essere felici, tutti quanti si radunarono intorno al Capo: per questo lo chiamarono Capo!
Il Capo decise che era giunto il momento di occupare altri Stati, perché gli edonitici erano più forti degli altri abitanti del pianeta ed allora tutti si vestirono da combattenti e godettero nel combattere per nuovi ideali e nuove terre da conquistare.
Ma poi cambiò il vento e gli edonitici non sopportarono più l'idea che il Capo decidesse per loro: così uccisero il Capo e si sentirono di nuovo liberi.
Liberi, ma con la paura che soffiasse il vicino vento dell'Est...
Così nuovi capi si succedettero e tutti quanti, quando rischiavano di perdere il potere, ricordavano che di lì a poco poteva soffiare il vento dell'Est, ma loro erano i migliori.
Pian pianino gli edonitici ripresero fiducia nelle loro capacità, tornarono ad essere felici e a raccomandarsi gli uni agli altri, affidando le loro sorti, anziché alla loro intelligenza, alla possibilità che altri decidessero per loro.
Ebbene, un giorno accadde che nel paese di Giardinia, per Mamma Rosa iniziarono le doglie del parto e tutti i parenti si raccolsero attorno a lei, tanto forti erano le sue pene.
Così, in una notte di plenilunio i petali si schiusero e Mamma Rosa dette alla luce un figlio.
La gioia di madre, però, durò appena un istante, tanto orripilante era quella creatura.
Piccolo come un bambino, sogghignava ed aveva già uno sguardo da vecchio, scaltro, affarista: tanto che nessun edonitico riusciva a sostenerne lo sguardo: Mamma Rosa lo chiamò Cronofobo.
Cronofobo crebbe in fretta, pur rimanendo basso in statura, tanto che molti dicevano di lui che era diventato adulto, senza esser stato mai un bambino.
E questo suo stato, sembrava così evidente quando, ormai divenuto uomo d'affari, batteva i piedi come un infante, allorquando non poteva raggiungere uno scopo...che poi avrebbe raggiunto, sicuramente raggiunto.
Sì, perché lui sapeva bene che gli edonitici amavano sentirsi importanti, in quanto "amici degli amici".
Ogni edonitico che si rispettasse, poteva dire ad un altro suo concittadino di avere una conoscenza altolocata che gli avrebbe consentito di fare quel che avrebbe voluto, senza alcuna restrizione e questo, era la cosa più piacevole per un edonitico: avere l'opportunità di ottenere favori!
Così Cronofobo cercò gli "amici degli amici", diventando sempre più potente e sorridente: tutti lo amavano e tutti si sentivano attratti dal suo sorriso.
Ormai Cronofobo era diventato ricco e potente e nulla si poteva dire che gli mancasse, se non l'opportunità di diventare, esso stesso, il Capo.
Un giorno, infatti, mentre descriveva tutte le sue peripezie a sua moglie, le confessò pure che prima o poi sarebbe diventato il Capo e lei cercò di capire il perché.
Cronofobo andò su tutte le furie e con una adulta bizza uscì di casa sbattendo la porta.
Ma ormai era deciso e così trovò il sistema di inventare una macchina meravigliosa capace di emettere delle onde misteriose che erano capaci di modificare il pensiero degli edonitici o, per meglio dire, di amplificare il loro bisogno di godere di loro stessi. E quanto più lui emetteva queste onde misteriose, tanto più gli edonitici ne desideravano sempre di più.
I tempi erano maturi per diventare il Capo e così, un giorno, mentre si presentò agli edonitici capì bene che era giunto il momento di parlare loro di uno Stato diverso, dove nessuno doveva pagare le tasse, perché le tasse erano una cosa cattiva; dove tutti avrebbero avuto il necessario per vivere bene; dove tutti avrebbero potuto fare l'amore con chi e per quanto volevano: ma un pericolo, un grave pericolo incombeva su Edonitiche.
Il vento dell'Est!
E quindi, coloro i quali avrebbero capito che quello era il modo di vivere bene, del proprio piacere e dei propri sogni, avrebbe potuto eleggerlo Capo così che, come Capo, avrebbe fatto buone leggi.
Ma bisognava anche diffidare di quelli che non la pensavano così, perché troppo tristi, troppo presi dai loro problemi e, sicuramente, sottomessi al vento dell'Est che incombeva minaccioso sulle coscienze degli edonitici.
Insomma, il vento dell'Est era il nemico che andava combattuto e così, tutti uniti dall'unico scopo di fare muro contro questo minaccioso vento, si schierarono sul confine di Edonitiche inneggiando al loro Capo.
Ma a Cronofobo non bastava essere il Capo, perché in quello Stato un sistema di assurde regole non consentiva a nessuno di essere un Capo assoluto, giacché ogni Capo, aveva un altro Capo che lo controllava, così che nessun Capo, poteva essere un Capo supremo.
Ma evidentemente, Cronofobo non accettava tutto questo e quindi, una volta che tutti pensavano a come combattere il vento dell'Est, Cronofobo studiò il modo di diventare il Super Capo.
E così fece capire agli Edonitici che tutto quanto era accaduto prima di lui era stato influenzato dal vento dell'Est e quindi, era giunto il momento di fare una grande rivoluzione, così da ritornare alle origini della storia, quando il Capo era il Capo e nessun altro Capo aveva motivo di esistere: insomma, c'era bisogni di un Super Capo!
Così Cronofobo diventò Super Capo, stabilendo direttamente che cosa era il bene e che cosa era il male e la gente era sempre meno triste, perché non ave più necessità di pensare, giacché un unico pensiero era su tutto e su tutti: quello del Super Capo.
Finché un giorno, un bambino sfuggito al controllo dei gendarmi, corse verso il trono del Super Capo e, una volta raggiunto, guardando fisso negli occhi Cronofobo gli disse: "Sai cos'è che ti manca e che mai potrai avere?"
Cronofobo lo guardò a sua volta negli occhi e con voce tremante e supplichevole, gli chiese:"Che cosa?".
"L'Amore", rispose il piccoletto, "perché l'Amore non si può comprare".
Poi si voltò e osservando i sudditi attoniti, tornò a guardare Cronofobo e gli disse:"Questi non ti amano e non amano neppure loro stessi. Questi cercano un idea, uno scopo, nella loro vita fatta di solo effimero piacere. Hai solo sudditi, persone che ti temono, ma non hai l'Amore".
Ancora oggi, chi passa per Edonitiche può osservare le statue erette in onore a Cronofobo, ma ciascuna di esse rivela un volto che non è mai stato bambino: quello di chi, ricercando quella infanzia, si è messo a giocherellare con l'amore degli altri in età adulta ma che per questo ha avuto una tremenda paura di invecchiare solo, così come è rimasto.
Quando non aveva più l'opportunità di ottenere o di elargire favori.

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