Se tu viaggi per mare, potresti incontrare una colomba bianca, che trattiene nel becco una margherita...
Si racconta, che molto tempo addietro, in un magico regno, vivessero un re ed una regina molto tristi.
Loro figlio, il loro unico figlio ed erede era piccolissimo di statura: così piccolo che tutti lo chiamavano Chicco di Grano.
Il tempo passava inesorabilmente, ma la statura di Chicco di Grano non aumentava di un solo centimetro.
Quando anche per lui giunse il tempo dell'amore, il piccolo principe pensava a come sarebbe stata sola e triste la sua esistenza: non avrebbe potuto mai trovare la sua compagna di viaggio!
Mentre si trovava assorto, sulla riva del mare, sentì dalle sue spalle giungere una flebile voce; voltandosi, vide di fronte a se una piccolissima damigella: talmente piccola che tutti quelli che la conoscevano, la chiamavano Chicco di Riso.
Anche lei, come Chicco di Grano, pensava fino ad allora di essere sola al mondo.
Da quel giorno, i due giovani si incontravano giornalmente sulla riva del mare e, tenendosi stretti l'un l'altra, osservavano il volo libero dei gabbiani; ascoltando, silenziosi, gli umori del mare; contemplando, estasiati, i meravigliosi colori di luce degli indimenticabili tramonti.
Ma un giorno, un triste giorno, il Re chiamo suo figlio, il suo unico figlio, per informarlo che il Principe del regno prima di congiungersi per sempre alla sua amata, avrebbe dovuto superare una terribile prova di coraggio: la guerra!
Così come avrebbe fatto ogni altro valoroso sovrano.
Chicco di Grano, afflitto dalla notizia e sopraffatto dall'idea di dovere abbandonare la sua futura ed unica compagna, assieme a lei pianse amaramente; le lacrime dei due amanti caddero sulla sabbia asciutta del lido del mare e lì, proprio in quel punto, come per magia, crebbe un enorme roseto con rose rosse come il loro amore e spine acuminate come il loro dolore...
Il valoroso guerriero, si diresse allora verso il luogo della battaglia, voltandosi, di tanto in tanto indietro, per osservare dietro di se, il suo mare, le sue colline, il suo castello, pian piano scomparire e trasformarsi, così, in un lontano ricordo.
Solo l'immagine della sua dolce damigella, rimaneva ancora in lui, viva ed attuale!
I giorni passarono e divennero per lui, sempre più tristi e desolanti.
Doveva combattere la guerra più difficile da affrontare, quella contro le proprie emozioni! la solitudine, l'isolamento, riuscivano a sfinire l'araldo combattente; le lunghe marce verso mete ancora sconosciute, il freddo delle notti all'addiaccio e le lunghe giornate arse dal sole, volevano stremare Chicco di Grano.
Ma egli non cedeva, non poteva cedere! Un'unico pensiero lo riempiva di coraggio: Chicco di Grano.
Ma una sera, l'eroico principe, cadde a terra, esausto; sdraiato a terra, rivolti gli occhi al cielo, osservò ancora una volta la luna, più splendente che mai e versò l'ultima sua lacrima.
Prima di chiudere gli occhi, raccolse, vicino a se una marghrita, l'ultimo fiore rimasto sul campo di battaglia e vista una colomba, le donò quel germoglio, così come avrebbe voluto fare potendola donare alla sua amata.
Chicco di Grano, dopo quel gesto chiuse gli occhi definitivamente!
Dopo molto tempo, con sua grande meraviglia, Chicco di Grano si ritrovò non sul campo di battaglia, ma bensì all'interno di un vecchio castello diroccato, in un'umida, buia e fredda stanza desolata; al centro della stanza, poggiava su di un enorme leggio di legno, imbiancato dalla polvere, un grande libro...
Tutto ciò, fece supporre a Chicco di Grano di essere morto e quindi risorto... ma tutto ciò venne ben presto smentito da quanto accadde successivamente.
Con un certo timore, Chicco di Grano si avvicinò al librone, ne soffiò via la polvere e comprese subito che si trattava del famoso Libro dei Sortilegi e degli Incantesimi!
Chicco di Grano, conosceva bene quanto suo padre avesse dato per avere quel libro; infatti al suo interno era contenuta la formula magica che avrebbe permesso a Chicco di Grano di crescere e divenire così, un uomo.
Il principe ebbe un ussulto di gioia! finalmente tutte le sue pene, tutte le sue angosce sarebbero scomparse, il suo passato sarebbe divenuto solamente un incubo e avrebbe potuto vivere come un uomo tra gli uomini!
Ma la gioia durò per un solo attimo: Chicco di Riso, che fine avrebbe fatto senza di lui?
Ripensò a quanto fosse importante per lui quella creatura, ancora più importante della sua stessa vita.
Con una punta di dolore, carezzò la copertina del libro magico, si voltò e cercò un'uscita per tornare indietro, dalla sua donna.
Ma proprio in quell'istante, la stanza si riempì di luce e di aria nuova ed ogni cosa contenuta al suo interno, sembrava riprendere vita.
Tutta quella luce che per un attimo accecò Chicco di Grano, proveniva dall'ingresso principale del castello, il cui portone, misteriosamente si era aperto e da lì, apparve, di una bellezza infinita Chicco di Riso.
Gli sguardi dei due amanti si incrociarono e, senza rendersi conto di ciò che facevano, si trovarono stretti, l'uno all'altra, mentre la colomba bianca, mantenendo nel becco la loro margherita, tornò verso il mare a ricordare ad ogni amante questa storia.
La bellissima storia che si racconta del sacrificio di un piccolo uomo e di una piccola donna che, amandosi, si ritrovarono per sempre.
domenica 27 febbraio 2011
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento